Io e Fernando

1 dicembre 2017 § Lascia un commento

E chi ti incontro qui a Lisbona? Lui Fernandino bello che oggi mi somiglia più che mai nel suo sconsolarsi reiterato a canzone, come un triste ritornello che nessuno canta più. E ci fingiamo insieme i nostri dolori veri, fischiettandoceli dentro nel vento lusitano.

Scricchioliamo insieme come queste vecchie case che sembrano crollare di necessità e pur permangono, scrollandosi al massimo un pò di calcinacci come forfora del tempo. Credo sia per questo che si sono piastrellate, crollano dentro ma fuori si mostrano di lucida azzurra corazza. Una corazza di ceramica, fragile per definizione, cocci vestiti a festa.

La luce allunga le ombre in maniera inusuale, sarà per questa propensione all’oceano, un’ambizione all’altro ancorato al culone deforme di madama Europa. Noi, caro Fernando sembriamo scalciare rinchiusi nella nostra pozzanghera, voi che non potete salpare senza strapparvi. Strapparmi, vorrei anche io, e nascondo le mie paure nella parola amore. Che dici Fernandì? Se lo famo un tuffo? Pronti… partenza…. via

Oh… si fa per finta, come al solito

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