come faccio

11 giugno 2018 § Lascia un commento

come faccio

a scoparti

se tu

non vuoi far

l’amore

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Il cuore batte dove la pancia muore

10 giugno 2018 § Lascia un commento

La voce di pancia

Viscerale e tellurica

La conosco

È la mia

Parlo sempre di pancia

La voce di gola

Quella che urla di rabbia

Ferita

È quella che non ho sentito mai

E strozza e vomita vuoto

Rutta senza orgoglio

Vomita secca

Senza acido

E senza verde

L’acido brucia nel mio petto

E la bile vestita

Di gaviscon rosa

e rode

La ròsa garrula stridula ira

Che non uscirà

Era amore, lo è

Non sarà mai bile

Il cuore batte

Dove la pancia

Muore

E non avrai perdono

Perché mai

Ti darò

Peccato

Modi e modo di mordersi i denti

7 giugno 2018 § Lascia un commento

Modi e modo di mordersi i denti
Tra strettoie respiratorie
Sospiratorie
Astratte a tratti
Ta ra tta tta tachicardiche
Come li mortacci tua
E mecojoni sacrifissi al chiodo
Stimmáti a stracci
E stacci se riesci
E se riesce non è guarita
La ferita e il buco
Del tuo culo mai violato
Peccato
Non dannarsi
Fino alla fine

poesia d’amore

2 giugno 2018 § Lascia un commento

se la poesia svela e gioca
i sensi nascosti
allora questo amore è poesia
se la poesia dice parole per dire altro
allora questo amore è poesia
se la poesia genera
in chi la scrive un senso
che potrà essere interpretato libero
da chi la legge
allora questo amore è poesia
questo amore è poesia perché
la poesia è di chi gli serve
è poesia perché è un componimento
inventato a un tavolino onanista al buio
questo amore è poesia perché
non potrà mai gridare tutta la sua rabbia
senza che questo abbia sempre incluso
un senso di bellezza
questo amore è poesia
perché i poeti parlano lingue diverse
di versi presi su un dizionario intimo
che non potrà mai essere scritto in due
se la poesia usa i tranelli del pensiero
allora questo amore è poesia
perché se ne ferisce più la penna che la spada
questo amore crudele e assassino
è assolutamente poesia
questo amore è poesia
perché come ogni poesia
è tutta una mia invenzione

Digitale purpurea

20 maggio 2018 § Lascia un commento

A ricamarsi le dita di tagli

E calli e croste

E unghie mangiate per ogni attesa

E nocche sanguinanti

Per ogni pugno

Per ogni saponata troppo spessa da gestire, da lavare

Da seccare la pelle

Al vento salmastro

Donare i polpastrelli bianchi

Per un bagno troppo lungo

E i brividi di freddo

Sotto un sole che urla

E nella notte si spegne

Nel suono di un bar

Tra gli amici da bar

Tra i bicchieri del bar

Metti insieme tre notti

E non ne fai una vita

Ma dopo una vita

Sono le uniche tre notti

Che non riesci proprio a scordare

Neanche sul piano in cantina

Dove la nonna del tuo amico

Suonava mazurche

Per le amiche danzanti

Nei serragli eunuchei

Del patriarcato rurale

Riguarda la mappa di tagli e di calli

Non è certo Venezia

se mancano i ponti

Vedi un percorso?

Ricorda la stretta di morsa

e carta vetrata

Di nonno

L’odore del diesel per oliare gli attrezzi

Del tempo

Le aziende di famiglia

Che oggi durano due anni appena

Tra generazioni incastrate e assenti

Tra violazioni del tempo

E di spazi interstiziali

Da occupare tra inoccupati

Spazi e ospizi di giovani

La musica giovane

Un giovane regista

Un giovane scrittore di 50anni

Vorrei scoparti il cuore

26 marzo 2018 § 1 Commento

vorrei scoparti il cuore in punta di piedi
senza farmi accorgere
godere della tua anima
mentre che vai
nel giorno
con gli occhi spalancati
e la bocca penetrata dall’aria presta
di una primavera in ritardo

vorrei scoparti il cuore
ed ogni battito sia il mio
sincrono al tuo pulsare
di vita fragrante
e sorriso piacente
al piacere del sentire
al piacere mio del sentirti
al piacere di sentirti mia

Microdistanze

20 febbraio 2018 § Lascia un commento

Hai della musica da farmi ascoltare?

Per fermare il rumore del vuoto?

Hai un vinile pieno di scricchioli?

Graffiato e malmesso e pur ritmico e ansante?

Ieri ho sentito il risvolto

Di non saper coprire le distanze

Di non riuscire a riempire il tuo vuoto.

Ieri ho sentito lo spazio infinito che manca

Tra le nostre pelli combacianti.

Pronto a salpare

non so che mi trattiene

Sulla sponda del mare

Ad ascoltare il silenzio

Nascosto in una conchiglia

Baciata dal vento

E non da me

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