Digitale purpurea

20 maggio 2018 § Lascia un commento

A ricamarsi le dita di tagli

E calli e croste

E unghie mangiate per ogni attesa

E nocche sanguinanti

Per ogni pugno

Per ogni saponata troppo spessa da gestire, da lavare

Da seccare la pelle

Al vento salmastro

Donare i polpastrelli bianchi

Per un bagno troppo lungo

E i brividi di freddo

Sotto un sole che urla

E nella notte si spegne

Nel suono di un bar

Tra gli amici da bar

Tra i bicchieri del bar

Metti insieme tre notti

E non ne fai una vita

Ma dopo una vita

Sono le uniche tre notti

Che non riesci proprio a scordare

Neanche sul piano in cantina

Dove la nonna del tuo amico

Suonava mazurche

Per le amiche danzanti

Nei serragli eunuchei

Del patriarcato rurale

Riguarda la mappa di tagli e di calli

Non è certo Venezia

se mancano i ponti

Vedi un percorso?

Ricorda la stretta di morsa

e carta vetrata

Di nonno

L’odore del diesel per oliare gli attrezzi

Del tempo

Le aziende di famiglia

Che oggi durano due anni appena

Tra generazioni incastrate e assenti

Tra violazioni del tempo

E di spazi interstiziali

Da occupare tra inoccupati

Spazi e ospizi di giovani

La musica giovane

Un giovane regista

Un giovane scrittore di 50anni

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