Rubando dove non sono

22 gennaio 2014 § Lascia un commento

Il grido silenzioso e feroce dei tuoi fianchi

A cui io mi aggrappo come naufraga

A cui le mie gambe aperte a stringerti

Si legano per non lasciarti andare.

Eccomi, prendimi mentre ti prendo

Mentre a uncino le mie unghie

Trattengono per me sola la tua carne.

Fa che il mio respiro diventi il tuo

E il tuo il mio

Che quando ce li scambiamo

Ci sembra soffocare.

Riempimi di tutto ciò che ti manca,

Riempimi del mio essere donna

E soffoca coi baci

La mia fremente libertà

Finché il mio corpo

Non ne possa più

E incurvandosi nervoso

Teso come un arco

Ti scacci via indietro

Dall’Eros che ti scagliò in me.

Poi quando riaprirò gli occhi

Dal mio sogno animale

Fa che ti ritrovi uomo

Che di carezze e fiati

Dia sollievo alla mia pelle

Che per tè ho bruciato

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