Animale da compagnia

11 gennaio 2014 § Lascia un commento

Il mio spleen è vagabondo
Mi tira col guinzaglio
Attaccato direttamente allo stomaco
Con un gancio a tre uncini
Di quelli da macellaio
E mi costringe a girare
Di luogo in luogo
Da nessun punto a nessun punto
Solo a coprire distanze
Da riempire di solitudine
Lasciando una scia
Di nebbie acide
Dalla bocca aperta
Per trangugiare il freddo dell’aria
E spegnere un poco
Quel fuoco che ho dentro
Il fuoco vivo
Che è vita
Ma che non sa dove andare

Il mio spleen è un randagio
E al guinzaglio ha tre ami
Ma nessuna targhetta.
Se la fa da padrone
Il mio spleen questa notte
E la annusa feroce e vorace
La notte,
nell’erba
Dove forte è l’odore di terra
A coprire l’odore che era
E il sudore grondato
A rincorrere sogni di lepre
Tra i ratti

Il mio spleen è un bastardo
E non ha pedigree
Non ha origine altra
Che la strada percorsa
Trascinandomi appresso
Con un gancio a tre ami
E le zampe nervose
Coperte di fango

Ma non conosco compagno migliore questa notte
Dove la nebbia che si ingoia la luna
Sembra generata dal fuoco
Del mio cuore a vapore
Sbuffante
Rabbioso
Da questa bocca
D’amante

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