Nettare d’ambrosia

16 ottobre 2013 § 1 Commento

È questa fame meschina e divorante
Che passa per gli occhi per le orecchie e il cuore
Un attimo, un attimo solo ti appaga
E poi brucia
E manca
E brucia
E manchi
E voglio che la musica sia mia
Che le parole siano mie
E che tu, pura follia, sia mia.
E voglio!
Voglio fare musica
Voglio fare poesia
E voglio farti mia!
Hai mai visto tanto egoismo?
Hai mai visto tanto me?
Io mai!
È questa fame meschina e divorante
Che chi ha bevuto ambrosia conosce
E che mai potrà più saziarsi
Di ciò che ambrosia non sia
Avendo assaporato come si senta un dio
ma condannato a rimanere uomo
Oppure beato e appagato come un uomo che ambrosia ha provato
Condannato ad essere un insaziabile dio
Incapace di creare
Ciò che solo una donna a un uomo può dare.
Femmina: ne uomo ne dio.
Ne io.
Con questa fame meschina e divorante
Che mi vive.

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