Scalciando arcobaleni

7 luglio 2013 § Lascia un commento

Ho il languore del tramonto
quando anche il mare si ferma
e l’ora del desio intenerisce i pescatori.
Ho i momenti di acuto moto animale
arenati come balena spiaggiata
a guardare l’acqua dalla riva.
Ho la brezza a rinfrescare la fronte
cotta dal troppo pensarti
e una lacrima di solitudine
che si seccherà in una scia bianca di sale
lungo il viso.
Ho il sole che mi saluta alle spalle,
fuggendo via mezz’ora prima dietro i colli
e il mare si fa specchio,
siamo in due ma senza compagnia.
Ho un giorno ancora,
un giorno di festa,
l’arte, il bello, il teatro.
Eppure non so più recitarmi l’allegria.
Ho i piedi pesanti,
mi tolgo le scarpe e torno a bagnarmi
nell’elemento liquido così simile a te,
mentre il peso delle piante scivola
scavando appena il fondo sabbioso
e la trasparenza intorpidisce.
Il freddo mi sveglia, scrollo la rena,
scalcio un ultimo arcobaleno
e te lo scrivo.

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