Caridopatici 1.0 – Diario diurno giorno 6

7 novembre 2012 § 2 commenti

Cazzo devo scrivere un romanzo. Salgo in macchina per tornare a casa e tre quarti d’ora di strada macinano migliaia di chilometri di pensieri, senza mai toccare il freno. Loro lo sanno. Loro lo hanno il loro romanzo e cazzo come scrivono. Non sono ubriaco, ho bevuto solo un bicchiere di rosso e ho quasi fregato tutti i lupini. Sono ubriaco di entusiasmo, di scambi. Come si fa a mantenere tutte le energie per se…. datemi un gruppo di confronto e vi cambierò il mondo. Ragione, torto? Nessuna, nessuno. Sragioniamo, ritorciamo il mondo. Ci siamo incontrati a videobuco. La prima volta che vi entro come un cliente, a restituire un film. Mercoledì sono uscito definitivamente dalla mia creatura dopo diociottani. Ed eccomi, ragazzi, sono pronto a ricominciare. Questo è il mio quinto rincomincio. Ormai sono esperto. Non c’è momento migliore che l’inizio. E frigge questo inizio. Frigge fra gli occhi di Ilaria, Paolo e Chiara. Si colora più per i nostri discorsi infervorati che per l’arancio degli spritz. Si parla a un caffè. Si parla di letteratura a un caffè. 100 anni e non è cambiato nulla…. vivaiddio, abbiamo ancora tanto da fare. Fra noi età e sesso si perdono nelle parole. Chi siamo poco conta se non per il fatto che possiamo dirlo. Dire. E farci ascoltare. Verbi ripetuti più e più volte. Dobbiamo dirle le nostre parole, urlargliele in faccia a chi ha deciso di dormire. Io non ho sonno. Il cuore batte e fa male, come si usa fra noi vivi. Stanotte non ho sonno.
Cazzo, devo scrivere un romanzo. Un romanzo cardiopatico, come noi.
Entro a casa e quasi non saluto. Mi siedo al tavolo e inizio… quant’è bello iniziare.
“Quell’idota di un cane mi ringhia mostrando il suo disgusto. Basta che batta il piede a terra e lui scapperebbe, peró il suo ringhio mi inchioda alla mia meschinitá. Che cani del cazzo i chiwawa! …. “

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§ 2 risposte a Caridopatici 1.0 – Diario diurno giorno 6

  • ilariapalomba ha detto:

    Sì! Vogliamo il tuo romanzo, Daniele!

  • paolobattista ha detto:

    ma non ti ci fissare, sennò finisce che poi non ci riesci…fallo e basta! come fai le altre cose della tua vita…è proprio questo il senso di cardiopatia che dovrebbe esserci quando scriviamo: situazioni scritte col cardio, che parlano di te e quindi degli altri, che aderiscono alla realtà, che fanno attenzione ai dettagli, alle persone e ai loro gesti…insomma daje cardiopatici e forza daniele!

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