PPP

2 novembre 2012 § Lascia un commento

Ho pensato di dire, ho pensato di avere un’opinione e le ho vissute agendole le opinioni mie. Ho sopperito con il coraggio della voce alla mia fragilità d’essere uomo.

Mi buttavo nella vita come un ragazzino, in calzoncini corti appresso a un pallone, nella vita vissuta, ragazzo di vita. Mi nutrivo di essa, mi fecondavo di vita.

E le mie vite rese alla vita son ciò che ho pensato, partorito dalla mia mente. Sono stato fragile, burbero, forte, ostinato, severo, dolce, carezzevole, saggio, incosciente, cosciente, civile, incivile.

Vi ho detto di accattoni e di reietti, di favole vere, e di miti del tempo. Vi ho detto come leggevo, e come leggero potevo portare il fardello della mia amata casa in rovina. Ho chiesto ai giovani, ascoltavo gli anziani e lottavo, per vivere, per essere.

Sono stato passione, appassionato e me ne vado passionario.

Ho imparato il romano dai figli umili della mia seconda mamma. Sono stato ucciso dai miei figli epidei.

Ma guardatemi ora.

Sono vivo.

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