Ieri

8 ottobre 2012 § Lascia un commento

Non c’è nessuno. Le strade sono deserte e l’aria è completamente immobile. Il silenzio assoluto. Anche il mare sembra ingelatinato in una bonaccia paralitica, nel suo denso color mercurio.

Il Marpiccolo sembra un’unica lastra metallica, come l’ultimo capolavoro del grande mostro. Ho lavorato all’Ilva per 10 anni, settore merci, in un ufficio di un palazzo del centro. Io la puzza la sentivo solo da lontano, non come mio fratello, ai forni. Lui è stato il primo ad andarsene. Il grande mostro se l’è portato via insieme a tanti altri.

Ieri le lotte per la vita, per il lavoro; oggi a cosa servono ormai? Questa città è il deserto. Tutto è deserto.

Questa mattina sono arrivato sull’Appia e non è passata neanche una macchina. Ieri alle sette sarebbe stata un’unica coda rumorosa e puzzolente. Oggi tutto tace in una maniera insopportabile. Il panico è durato un attimo. Giusto il tempo di ascoltare il silenzio, e il mio respiro. Chissà se sia un bene il fatto che respiro ancora. E se fossi l’unico? L’ultimo? Solo la natura è ancora mobile, gli uccelli, gli animali, si muovono sì, ma tacendo nel vuoto sonoro. Anche il gallo di Zi’ Nicola stamattina non ha cantato. I cani domestici sono affacciati ai balconi, quelli che stavano ai piani bassi e sono riusciti a saltare, o hanno trovato le porte aperte, sono scesi in strada e se ne vanno in giro come zombi stupiti, esattamente come me.

Il cielo è grigio, ma non è colpa del mostro, il mostro non ha più vita, il mostro che si nutriva delle nostre vite, senza di noi è nulla, solo un inerte ammasso di cemento e lamiera.

Sono salito sulla torre di avvistamento di Castel Sant’angelo, sono riuscito a scardinare la porta e arrampicarmi sul faro, nel punto più alto. Nulla. Tutto tace immobile.

Nel grigio le luci di natale del Corso sembrano essere l’unica cosa a muoversi, ma in questo ambiente spettrale riescono solo a smascherare la loro innaturale falsità. Esattamente come nei giorni di festa. Babbo Natale non esiste, l’uomo non esiste. Esisto io? Come faccio a capire. Non c’è nessuno a cui chiedere.

Dal faro la visibilità è nitida e infinita. Riesco a vedere Martina Franca, Manduria, ma non vedo nulla muoversi. E anche sul mare immobile solo i gabbiani, muti. Non so cosa sia successo. Non ho avuto nessuna percezione.

So solo che mi sono svegliato stamattina e ho trovato questo. Se mai mi sono svegliato. Ma se è solo un sogno, è il sogno più realistico e angosciante che abbia mai fatto in quarant’anni di vita. Domani parto, voglio arrivare almeno a Lecce, ma qualcosa mi dice che anche lì troverò solo silenzio. Il mondo, l’uomo, è storia di ieri.

Nicola Sciarretta, Taranto 22 dicembre 2012

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