Cattedrale all’arrivo della sera

22 agosto 2012 § Lascia un commento

Lo strascico rosso della giornata
bagnava l’acciottolato
di passi caldi
e profumi di doccia fresca
mentre il tufo
ripeteva a specchio
l’arancio del mare e della frutta matura.
L’uomo restava solo
ogni arrivo della sera
a respirarne i ritmi
sempre uguali
e certi.
Sacralità di riti
che sanno di antico
quando le donne
scendevano a braccetto
lungo il cassero
capelli neri
e occhi di gatto
su pelli d’oro
e muscoli di braccia

e gambe che sanno

amare.
L’uomo restava solo
e all’arrivo della sera
si perdeva
su quella passerella
di profumo,
in silenzio.
Il rispetto che si porta
ad una cattedrale
lui lo portava
alla cattedrale
fimmina,
nel suo incenso di gelsomino,
splendente dorata
in tutta la sua gloria.
La chiesa madre,
qui lo chiamano così
il tempio centrale;
e le madonne
con i loro nomi
di natura, di forza, d’amore
superano ogni cristo sulla croce.
Ne salmodiava i versi
il canto silenzioso
e sacro dell’arrivo della sera
e il vento di brezza
ne turibulava
l’odore.

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