Semplicemente

12 novembre 2016 § Lascia un commento

Ti ho guardata

Semplicemente nuda ti ho guardata

Ti ho ascoltata

Semplicemente muta ti ho ascoltata

E ho passato lo sguardo

Sotto la pelle

E ho passato il sentire

 In fondo al silenzio

 Il respiro sospeso

 Per non farti svegliare 

 Mentre già salutavo

 La bellezza di ieri

 Per inventarne di nuova

 Semplicemente muta da guardare

 Semplicemente nuda da ascoltare

 Almeno per oggi

 E per oggi ancora

 

Pape Satan Aleppo

1 ottobre 2016 § Lascia un commento

Dicono che ammazzano i bambini

Al mattatoio

Quindici centimetri più in là

Pape Satan Pape Satan Aleppo

Quindici centimetri più in là

Che l’Inferno siamo bravi a farlo

E a scriverlo

In rima pure, se lo vuoi

Che il fuoco, in fondo, a noi ci piace

E ci facciamo santi delle stesse nostre lacrime

Che nel deserto, invece, si sa

L’acqua gli manca

E piangono lacrime di sabbia

Capaci di scavarsi la fossa da soli

Bambini popperiani

Che se non li ho mai visti

Esistono più di Dio

Che parimenti io non ho visto mai

Ma so di certo che qui giù non c’è

E nessuno dal tuo peccato

potrà lavarti il sangue

Dicono che ammazzano i bambini

Quindici centimetri più in là

Pape satan Pape Satan Aleppo

Il cane storto dall’attesa

26 luglio 2016 § Lascia un commento

Il cane storto dall’attesa
Grattava la porta guaendo
Il suo diritto a pisciare
Cane ben educato
Non avrebbe potuto farla là
Aprite la porta
Gridava pensando in umano
Ma latrando da cane
Aprite la porta che devo pisciare
Grattando l’uscio
Senza che nessuno
Potesse ascoltarlo

Ma che ne sapeva lui
Che fuori dalla porta
Avevano smontato la strada
Rubato le aiuole
E amputati gli alberi
Aveva la porta davanti
Solo una porta davanti
Da grattare storto dall’attesa

Il pelo in quattro

17 giugno 2016 § Lascia un commento

Si è spezzata
L’intima incrinatura del costato
Bypassando il segnale morso

Dalla pianta dei piedi

Dritto al finale

Si percorre percorsi e percosse

E le dolci percoche perdono sapore 

E suono

Suono di latta di latte vuota

Di barattolo di caffè

Di schiuma da barba rappresa

Che non spruzza più ai peli superflui

L’addolcirgli la ghigliottina

Prima che il pelo rientri

E lo ritaglia due volte

Pignola sezione a quattro

Che non resta che lo specchio

E lo speculare

Spelonca platonica

Di un amore umbratile

Che sembra un porno sbadigliato

Dall’ultima pagina in cronologia

Iiiiio

13 giugno 2016 § Lascia un commento

Credevo

E bada, credevo ho detto

Che la notte fosse più scura

Che il mio starmi accanto

Consumasse l’aria di questa stanza vuota

Credevo

Che io con me non bastassimo

Dispari come siamo

Da sempre

Da sovrapposti ora

Sembriamo uno

E bada, sembriamo ho detto

Credevo che cercare

Quel nessun pezzo mancante

Fosse abbastanza

Per farmi dormire

E svegliare

Credevo bisognasse ricominciare

Credevo sognassi il giusto

E il giusto fosse comunque poco

E il sogno doppio

Del bisogno

Rispecchiava infinito

Come nell’ascensore

Quel larsen di me

Che innescava

A mille

Il sibilo graffiato

Del mio iiiiiio

Sulla lavagna nera

E senza luna

E bada, iiiiiio ho detto

tappeti

18 maggio 2016 § Lascia un commento

dovunque sia il mio confine non ne ho controllo
siano orde di barbari che graditi ospiti
chi entra entri, che tanto io son fuori
vi chiedo solo
di non pisciarmi sul tappeto
e visto che non ho tappeti
di non portarne in dono
per poi pisciarci sopra

Il freno quando piove

3 marzo 2016 § Lascia un commento

Il freno ineluttabile dell’idea

Sfoderò la gabbia dai gessetti rosa

 

Ci si apprestò a porvi riparo

Rimedio

A coprirla di nuovo

Come la vergogna

 

Guardando alla lavagna

Da dietro come un somaro in castigo

Scalciavo via tutta la classe che mi distingue

 

Divenni nero

Invisibile nella notte

E voce di tuono

Ad affermare il mio diritto a piovere

A fare brutto

 

Mamma stamattina a scuola non ci voglio andare

Non ho più nulla da insegnare

Né da correggere

E poi alla seconda c’è ginnastica

E ho mal di cuore

Entro dopo se mai

A ricreazione

 

Cominciai così a ricreare

Dalle ceneri di otto notti sbagliate

Sbiadite, sbadigliate

Sbraitate, sbaragliate

Sbrinando il gelo

Di ogni notte senza luna

E il motore è freddo

E non riparte

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