Il freno quando piove

3 marzo 2016 § Lascia un commento

Il freno ineluttabile dell’idea

Sfoderò la gabbia dai gessetti rosa

 

Ci si apprestò a porvi riparo

Rimedio

A coprirla di nuovo

Come la vergogna

 

Guardando alla lavagna

Da dietro come un somaro in castigo

Scalciavo via tutta la classe che mi distingue

 

Divenni nero

Invisibile nella notte

E voce di tuono

Ad affermare il mio diritto a piovere

A fare brutto

 

Mamma stamattina a scuola non ci voglio andare

Non ho più nulla da insegnare

Né da correggere

E poi alla seconda c’è ginnastica

E ho mal di cuore

Entro dopo se mai

A ricreazione

 

Cominciai così a ricreare

Dalle ceneri di otto notti sbagliate

Sbiadite, sbadigliate

Sbraitate, sbaragliate

Sbrinando il gelo

Di ogni notte senza luna

E il motore è freddo

E non riparte

ho guardato 37

15 febbraio 2016 § Lascia un commento

ho guardato trentasette volte nella tua direzione

ho guardato

e trentasette te identici si mettevano in mostra

ho guardato i loro sguardi 1

i loro corpi 2

le loro proporzioni 3

le loro movenze 4

i loro sguardi 5

il labiale di ognuno 6

il passo 7

il respiro ostentato 8

il battito del ciglio 9

ho guardato il naso arricciato 10

il labbro pronunciato 11

l’incavo della coscia 12

la propensione del pube 13

ho guardato il vuoto intorno 14

l’aria che li conteneva 15

ho guardato con attenzione la tensione muscolare 16

la mollezza delle carni 17

la forma delle idee 18

le smorfie 19

gli accenni 20

il capo chino 21

ho guardato il suggerimento 22

l’ammiccamento 23

la citazione 24

l’eccitazione 25

lo straniamento 26

l’estraniamento 27

il sorriso misterico 28

la fede promessa 29

il senso e il non senso 30

il messaggio 31

la rottura 32

la grandiosità 33

la miseria 34

l’uomo e la macchina 35

dio 36

e la copia 37

e in nessuno ho trovato

né te né l’arte

 

 

 

E qui?

14 febbraio 2016 § 1 Commento

E qui? Dove eravamo qui?

Ti guardai arrossire mentre ti mostravo lo specchio

E ora? dove siamo ora?

E lo specchio scelse per noi la posa migliore

Istantanea dopo istantanea

Sfogo della 25′ ora per touch screen

3 febbraio 2016 § Lascia un commento

Mannaggia gli online illusori
I mezzi di comunicazione di massa
I social network
E gli “Attiva ora”
Mannaggia i silenzi pieni di musica
Le parole vuote
Gli aggettivi zitti
Le sedie piene
Le bottiglie da svuotare
I bicchieri da riempire
I solfeggi a vanvera
E gli accordi mai presi
Mannaggia l’arancia nel Negroni
Il giubbetto sulle gambe
Il cellulare in mano
Gli occhi vuoti, pieni di lettere
Le pagine piene, vuote di senso
Mannaggia i ritmi sincopati
La cassa in quattro
E i tempi dimezzati
Le scale maggiori
Di ogni passo compiuto
Mannaggia le presentazioni
Le ripercussioni
Le cause agli effetti
E i processi senza effetto
Mannaggia il caso, il caos, la cosa e ogni permutazione
Mannaggia i mannaggia
Mannaggia

Un principio di allergia

1 febbraio 2016 § Lascia un commento

C’è un principio di allergia
che ti fa tossire il cuore
e che storpia le canzoni
come polvere antica e scomoda
che quando la soffi per cacciarla via
ti torna addosso e ti riempie i polmoni
e ti sporca le scarpe
e il bavero della giacca
e ti chiude il naso
e ti raschia la gola
e ti brucia gli occhi
e non sei più illeso

vaticini

26 maggio 2015 § Lascia un commento

Spappolato da dodici curve di ghiaccio in un bicchiere
scrivo tutto il senzasenso che vi leggo
legato piedi e polsi a un nulla che mi trattiene
prolifico di rutti e immaginette sacre
scarpe bagnate e gola secca
come gli occhi, bruciati dal vento
quanto suona strano
scoprirsi un po’ normali
quanto suona strana
la debolezza mia

24

20 marzo 2015 § Lascia un commento

c’erano ventiquattro muti ad ascoltarmi

ventiquattro muri ad aprirmi la strada

ventiquattro rose ad appassire il tramonto

c’erano ventiquattro sedie sulle quali camminare

e ventiquattro strade da compiere per riposare

ventiquattro elefanti a insegnarmi a volare

ventiquattro farfalle che nello stomaco non volavano affatto

ventiquattro gusti di gelato in inverno

ventiquattro preghiere atee

ventiquattro rami senza altalena

ventiquattro giostre senza ruota

c’erano ventiquattro dottori a dare diagnosi

ventiquattro malati senza sintomi

c’eran ventiquattr’ore ad aspettare che passassero

altre ventiquattr’ore

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