Meraviglia

27 novembre 2018 § Lascia un commento

lei mi passò accanto leggera e involontaria come se fosse possibile portare in giro leggeri e involontari tanta bellezza come se fosse possibile che lei fosse veramente lì come se fosse possibile che potessi ancora guardare solo lei quando si andò a fermare accanto all’uomo dai capelli grigi col paletot grigio e la forfora sui capelli e sul cappotto e lei invece emergeva anche se più bassa lasciandosi inseguire dal mio sguardo incollato flottando su quel mare di teste umide e quei cappotti scuri dal braccio alzato che veniva voglia di tornare subito a casa con lei e spogliarsi via l’umido e i cappotti e il resto e scaldarsi di bellezza in quel martedì grigioforfora mentre i cappotti appesi per il braccio destro sarebbero rimasti a sobbalzare nel loro moto stantio e quotidiano lei mi avrebbe condotto per mano con un passo solo fuori da tutto anzi mi stava conducendo lontano senza fare neanche un passo come fosse possibile che fossi l’unico ad accorgermi di quella bellezza leggera e volontà pura di un disegno non certo umano che gli uomini restavano nel metrò e noi fuori a un passo lontanissimo spogli di cappotti e del freddo ci saremmo abbracciati come fosse l’unica leggerezza possibile di un disegno ancestrale e matematico che qualcuno chiama destino quel destino che era mio ed era lei da quando mi passò accanto e ora continua perché la signora col carrello è scesa e fra me e lei c’è solo il corridoio mentre di là non c’è spazio fra i nostri corpi nudi e abbracciati e io posso respirare la sua bellezza ad occhi chiusi sento il dolce intenso del neroblu dei suoi capelli e il cedro fresco dei nostri sudori abbracciati così combacianti da fare invidia a una maison francese e non serve neanche parlare non importa se abbiamo la stessa lingua perché non so se è la mia lingua o la sua a baciarsi e poi cosa dire quando quella bellezza involontaria riempie di senso ogni qualsiasi cosa ogni poro della mia pelle ogni ganglio ogni connessione neuronale capace di produrre qualsiasi pensiero o emozione era solo pensiero di emozione e della nostra unica lingua bicefala che ora esplorava i corpi rispettivi ben oltre ogni senso di piacere essere mitologico con due teste una lingua quattro mani quattro gambe imbizzarrite intrecciate e convulse e la sua bellezza leggera montante il mio corpo peloso e ferino panica mitologia di amplesso indissolubile come fosse possibile dimenticare il piacere dentro il piacere stesso pilotato alla cieca da quella bellezza distratta che galleggiava ancora e sul vagone era sparito tutto e non c’era il rumore di ferraglia e il borbottio ma solo il suono melodioso del suo silenzio il canto del suo sembiante e il mio sesso che non era più mio dentro di lei ma era parte di lei perfettamente combaciante come di quelle chiavi antiche da infilare in una bellezza che lascia di pietra e mille templari ne ricavarono morte come se fosse un dono il poter provare quella chiave che apra al trapasso come se fosse normale che la porta si aprisse e lei sparisse per sempre alla fermata lepanto

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Eppure

18 novembre 2018 § Lascia un commento

Ricordo di te

Tutto quello che non ho avuto

Tutto ciò che ho mancato

Ciò che non è stato

Ricordo di te

Chi non sei mai stata

Le cose che non mi hai detto

Tutto ciò che non hai voluto

Quello che non mi hai dato

Ricordo di te la tua assenza

Il non esserci

I tuoi mai del tutto

Il tuo non chiamarmi amore

Il tuo non cercarmi

Il tuo non chiamarmi affatto

Eppure questo ricordo

Non mi abbandona mai

Come una foto nel portafoglio

Che non ti somiglia

E che probabilmente tu non sei più

Eppure

Detriti

5 novembre 2018 § Lascia un commento

È tutto un sedimentarsi di strati

Un sovrapporsi di detriti

L’anima più trasparente

Ha la storia che pesa di più

E meno spazio per scorrere

È ora di andare a scavare

Drenare il fondo

Crearne paratie

Affinché il mio porto

Ripulito e sicuro

Sia di nuovo pronto

Ad accogliere

E il mio fiume

A farsi bere

E popolare di vita

Edio

26 ottobre 2018 § Lascia un commento

Il mondo è bellissimo

Ed io

È dio

Ed io è dio

À bout de souffle

19 ottobre 2018 § Lascia un commento

Sgorga dalla mia gola egorgè

Il fiotto del dolore

Mia Giuditta

Ma bada ch’io non sono Oloferne

Né assiro invasore

Né caravaggesco quadro

Né gentilesco padre

Racconto d’antico testamento

Io muoio per te

Ma non ti lascio niente

Perché a me niente resta

E tracheostomizzato

Ricomincio a respirare

Dégorgement!

Cameriere, Champagne!

Macedonia per tutti (ed io tra di voi)

2 ottobre 2018 § Lascia un commento

casa mia odora di spezie e caciocavallo

di ritmi africani e tango argentino

c’è riso basmati e spaghetti cinesi fatti a Napoli

casa mia mangia i crudi di pesce senza andare al sushi bar

casa mia canta Tagore e Ghoete

tra un Confortorio di Bach e l’urlo del Walallah

casa mia conosce il Klezmer e Gipsy

conosce il Beat e il Britpop

conosce Isahishi e Ibrahim Ferrer

conosce il canto a ballo e il canto armonico

conosce 

conosce Evora e Yussun Dour

e conosce Chahnourh Varinag Aznavourian

armeno di nascita, francese di morte

e italiano quando, come me

vi guarda perplesso 

e io tra di voi!

e Macedonia per tutti

Cambio stagione

19 settembre 2018 § Lascia un commento

Considero, distratto,

ogni opzione al nuovo

così come si guarda

a una vetrina di saldi

con noia nostalgica

per la stagione passata

con ancora la pelle

desiderosa di sole

e d’abbracci d’acqua.

Ti ricordi invece il brivido

di un bagno in febbraio?

Quella sì che era

una bella stagione.

Ne porto ancora il segno

dentro le ossa

come reumi brontolanti

il cambio del clima.

Comincia a cambire aria,

presto dovrò chiudere

controvoglia

la finestra aperta

con cui ho dormito

sperandoti vampira

nei miei sogni

d’estate.

Comincia a far freddo.

Fa freddo.

Freddo.

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