Se ogni giorno

24 aprile 2014 § Lascia un commento

Se io potessi vivere

ogni giorno di te
sempre coglierei
il senso della rima
il succo dionisiaco del senso
il vortice di ogni giramento
il vertice su cui saresti tu
 
Se io potessi vivere
ogni giorno di te
non sarei ubriaco ogni notte
non raccoglierei le cicche
dei ceri smozzicati
a cercar quel po di luce
che ricordi il fuoco tuo
 
Se io potessi vivere
ogni giorno di te
non resterei ad annusarmi le mani
leccando le ferite
di ogni tua partenza
di ogni tuo ritorno
 
Se io potessi vivere
ogni giorno di te
sarei me alla massima espressione
quella espressione ebete
di cui tu ridi
mentre ti guardo

senza capire

23 aprile 2014 § 1 commento

mi piacerebbe smontare pezzo a pezzo ogni incertezza per costruirne un castello di illusione

mi piacerebbe rimpastare il nulla fino a farne uscire niente
un niente concreto
solido come un macigno senza peso
solido come un urlo di chitarra elettrica
suonata un punk stonato
con quel suo discendere dal la minore
mi piacerebbe arrovellarmi sul senso della vite
oltre che gustarne il frutto marcio e fermentato
nel mio bicchiere
mi piacerebbe fosse tutto semplice
ma nulla facile
mi piacerebbe sapere dov’è il qui e ora
il mio corpo
il mio pensiero
mi piacerebbe confonderti con i tulipani del mio vaso
o gli asparagi selvatici
che impuzzoniscono il piscio
tanto da non puzzare più di piscio
mi piacerebbe un armonico della stessa chitarra di prima
generato dalle dita sfioranti le corde
vorrei sfiorarti con le dita
e generare armonia
vorrei essere un ritmo sette ottavi
col suo singhiozzo in avanti
anziché singhiozzare all’indietro
mi piacerebbe una voce sgraziata che dica
piuttosto di una voce incapace di dire
piena di grazia
madonna di gesso con l’abito trasparente
bruciato dallo sguardo sognante
mi piacerebbe accelerare il ritmo
sconfinare la battuta
e non capire
mi piacerebbe non capire
non cogliere
non apprendere
non prendere
col mio sguardo appagato
del tuo fiorire
senza prevedere l’appassimento del mio sguardo
in estate
senza prevedere
senza progettare
senza sperare
senza attendere
senza disattendere
senza disperare
senza smontare
senza capire

La febbre

13 aprile 2014 § 4 commenti

Mi sento un rammollito

Mi sento molto meno fico
Mi sento fallace
Mi sento mendace
Mi sento rejetto
Mi sento incapace
Mi sento costretto
E non mi do pace
Mi sento inadatto
A esser uno che tace
Per cui mi lamento
Di questo momento
Che per migliorarlo
Ci vorrebbe un portento
O un cataclisma
Che bruci la risma
Dei fogli già scritti
Dei libri mai letti
Che bruci nei letti
E costringa ad alzarsi
Che tolga da sotto
La sedia a ogni culo
Che tolga ogni agio
Dall’Iphone al mulo
Che sporchi le mani
Per rialzarsi in piedi
Per spingere a terra
Ogni residuo cadente
Ogni spada di Damocle
Ci blocchi la mente
Che bruci ogni casa
E si riparta da zero
Che spinga giù ogni capo
Dal proprio destriero
E dia ad ogni uomo 
Il proprio destino
Non posso, non c’ero
io sono un bambino
nessuna di queste
sia una scusa permessa
E’ mattina non correre
Non è un foresta
E non sei leone, 
gazzella o armadillo
Tu sei un uomo,
non senti lo squillo
d’allarme che urla
dal nostro passato?
Tu sei solo un uomo
e chi ti ha creato
sei sempre tu
che lo voglia o meno
quindi non bestemmiare
contro un comodo cielo
ma alzati e incazzati
solo contro lo scemo
che fin qui sei stato.
Brucia il passato
sia tu il cataclisma
il tifone
la lebbra
la rivoluzione 
che senza la febbre
non c’è guarigione

 

La ballata della mala notte

10 aprile 2014 § Lascia un commento

ho raccolto in una notte sola

tutte le notti del mondo
di quelle vomitate in strada
dai bevitori tristi
di quelle rimorchiate in strada
dagli scopatori impotenti
ho raccolto la notte dei sacchi neri
delle luci gialle
dei volti spenti
degli abbaglianti accesi
Degli autobus spariti
delle camminate lente
dei pensieri ad alta voce
dei cristi senza croce
delle croci senza notti
la notte senza denti
ho raccolto la notte dei bicchieri di plastica
che non puoi neanche lavare
e delle bottiglie di vetro
che non puoi più scolare
la notte senza stelle
la notte a crepapelle
la notte dei bambini
e dei netturbini
la notte che respira
la notte di una storia
la storia di una notte
la notte delle botte
la notte della quiete
la notte senza sete
la notte musicale
la notte all’ospedale
e ognuna delle notti
di queste notti che ho raccolto
aveva gli occhi aperti
e se l’era fatta addosso

balletto biomeccanico su concerto muto per arto fantasma

2 aprile 2014 § Lascia un commento

Performance di Daniele Casolino e Daria Greco per “Nella mia ferita sgorga il tuo sangue” a cura di Ilaria Palomba

Roma Caffè Letterario 30 marzo 2014

Del ricercare al buio

1 aprile 2014 § Lascia un commento

Ed affogo ogni notte
Fra quello che non è
E quello che non sarà
Perché l’ho scelto
Inventarmi dove non sono
Sempre altrove
A dove mi trovo
Che non so trovarmi
E son perduto
Che non so cercarmi
E ti cerco

L’incontenibile irrazionalità delle cose

28 marzo 2014 § 1 commento

A volte mi sembra di non conoscere la semplicità.

Accettare i dati per dati
Le cose per le cose
Rilassarsi al mondo
Per scoprire che il mondo gira uguale.

È difficile per me riconoscere io e tu
Semplicemente per essere io io e tu essere tu

Capire che anche senza un senso
Il mondo è
Puoi non accettare le cose come vanno
Ma comunque vanno

Una rosa, una rosa vera
Se ne frega di quanti aggettivi
Io usi per contenerla
Una rosa è una rosa
E se ne fotte della scienza
E della poesia

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