La febbre

13 aprile 2014 § 3 commenti

Mi sento un rammollito

Mi sento molto meno fico
Mi sento fallace
Mi sento mendace
Mi sento rejetto
Mi sento incapace
Mi sento costretto
E non mi do pace
Mi sento inadatto
A esser uno che tace
Per cui mi lamento
Di questo momento
Che per migliorarlo
Ci vorrebbe un portento
O un cataclisma
Che bruci la risma
Dei fogli già scritti
Dei libri mai letti
Che bruci nei letti
E costringa ad alzarsi
Che tolga da sotto
La sedia a ogni culo
Che tolga ogni agio
Dall’Iphone al mulo
Che sporchi le mani
Per rialzarsi in piedi
Per spingere a terra
Ogni residuo cadente
Ogni spada di Damocle
Ci blocchi la mente
Che bruci ogni casa
E si riparta da zero
Che spinga giù ogni capo
Dal proprio destriero
E dia ad ogni uomo 
Il proprio destino
Non posso, non c’ero
io sono un bambino
nessuna di queste
sia una scusa permessa
E’ mattina non correre
Non è un foresta
E non sei leone, 
gazzella o armadillo
Tu sei un uomo,
non senti lo squillo
d’allarme che urla
dal nostro passato?
Tu sei solo un uomo
e chi ti ha creato
sei sempre tu
che lo voglia o meno
quindi non bestemmiare
contro un comodo cielo
ma alzati e incazzati
solo contro lo scemo
che fin qui sei stato.
Brucia il passato
sia tu il cataclisma
il tifone
la lebbra
la rivoluzione 
che senza la febbre
non c’è guarigione

 

La ballata della mala notte

10 aprile 2014 § Lascia un commento

ho raccolto in una notte sola

tutte le notti del mondo
di quelle vomitate in strada
dai bevitori tristi
di quelle rimorchiate in strada
dagli scopatori impotenti
ho raccolto la notte dei sacchi neri
delle luci gialle
dei volti spenti
degli abbaglianti accesi
Degli autobus spariti
delle camminate lente
dei pensieri ad alta voce
dei cristi senza croce
delle croci senza notti
la notte senza denti
ho raccolto la notte dei bicchieri di plastica
che non puoi neanche lavare
e delle bottiglie di vetro
che non puoi più scolare
la notte senza stelle
la notte a crepapelle
la notte dei bambini
e dei netturbini
la notte che respira
la notte di una storia
la storia di una notte
la notte delle botte
la notte della quiete
la notte senza sete
la notte musicale
la notte all’ospedale
e ognuna delle notti
di queste notti che ho raccolto
aveva gli occhi aperti
e se l’era fatta addosso

balletto biomeccanico su concerto muto per arto fantasma

2 aprile 2014 § Lascia un commento

Performance di Daniele Casolino e Daria Greco per “Nella mia ferita sgorga il tuo sangue” a cura di Ilaria Palomba

Roma Caffè Letterario 30 marzo 2014

Del ricercare al buio

1 aprile 2014 § Lascia un commento

Ed affogo ogni notte
Fra quello che non è
E quello che non sarà
Perché l’ho scelto
Inventarmi dove non sono
Sempre altrove
A dove mi trovo
Che non so trovarmi
E son perduto
Che non so cercarmi
E ti cerco

L’incontenibile irrazionalità delle cose

28 marzo 2014 § 1 commento

A volte mi sembra di non conoscere la semplicità.

Accettare i dati per dati
Le cose per le cose
Rilassarsi al mondo
Per scoprire che il mondo gira uguale.

È difficile per me riconoscere io e tu
Semplicemente per essere io io e tu essere tu

Capire che anche senza un senso
Il mondo è
Puoi non accettare le cose come vanno
Ma comunque vanno

Una rosa, una rosa vera
Se ne frega di quanti aggettivi
Io usi per contenerla
Una rosa è una rosa
E se ne fotte della scienza
E della poesia

Testa o cuore

17 marzo 2014 § 4 commenti

Indosso gli stessi occhi stanchi
E i vestiti di ieri
Che non mi so cambiare

Lo stesso guizzo morso
Appena sotto le mie spalle
E più davanti

Anche il profumo non cambia
E non so coprirlo con altro odore
Lo stesso profumo di ieri
Che hai lasciato

Lo stesso sorriso nascosto
Dalle incertezze che la realtà
Non sia irreale
O quanto meno irrealizzabile

Le scarpe invece le ho tolte
Che vorrei restare con i piedi per terra
Mentre la testa è da un’altra parte
E il cuore altrove.

Poesia

15 marzo 2014 § Lascia un commento

Cos’è la poesia

E quanta ne serve
Quanta occorre scriverne
Quanta leggerne
È una quantità la poesia
Prima di una qualità
È tutto ciò che straborda
Tutto l’incontenibile
Che si riversa sul mondo in parole
È un suono la poesia
Prima che un senso
È la cantilena di un’anima stanca
È il canto di un bimbo dispettoso
Che non vuol tacere
La poesia è erranza di scopo
Che legge se stessa scrivendosi
E scrive in chi la legge
Quando dà una chiave, la poesia,
È un passepartout
Che apre ogni porta
E rende ogni porta inutile
Non serve la poesia
Non serve nessuno
Non si sottopone a questioni di valori
Non cerca fine
È un cristallo iridescente
Esploso da un’invasione di luce
O devastato da una lama di buio
La poesia non è dentro
È l’esatto opposto
Catarsi e catarro
Pustola semmai
La poesia è tutto quel che un corpo
Non può confinare
Allontanandosi dall’anima
Nel suo farsi parole di carne
Capace di creare
Distruggere
Godere
E sanguinare
È sperma la poesia
È seme
Capace di germinare
Solo se incontra la terra madre
Che la accolga
L’utero racchiuso in un essere altro
Da sé, per sé
La poesia è sterile masturbazione
Consolante quanto basta
Nell’accorgersi di essere soli
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