Insonnia n.1

14 novembre 2014 § Lascia un commento

Rimasi a osservare lo spazio
In silenzio
Perché spazio e silenzio
Erano le uniche cose che mi circondavano

Perso

13 novembre 2014 § Lascia un commento

Ho perso la meraviglia ma il buco non si chiude
rimane aperto come bocca sguaiata
di pagliaccio affamato

Non cicatrizza col rimpianto
non se ne cura della rassegnazione
rimane spalancato e vorace
come l’occhio di un ciclone

Come il tubo di un hoover
che assorbe sporco e polvere
per ritrovar l’anello

e poi giù con le mani nel sacco
a cercar di novo tra polvere e sporco
quel che non si riesce a ritrovare

Ho perso la meraviglia
fra le pieghe delle lenzuola
fra i cuscini del divano
nella discesa leggera
che porta a un tombino

Ma la meraviglia non rotola
e non può essere lontana
e il buco non si richiude
come bocca sguaiata di pagliaccio
affamato

e così via

7 novembre 2014 § Lascia un commento

e così via di allegria in allegria
che così è più facile

la tristezza è difficile
difficile da capire
difficile da mantenere
sei triste da 15 minuti
e già dici che non ce la fa più

e così via di allegria in allegria
che la tristezza fa vergogna

“ridici su” ti dicono
nun ce pensà
loro che non pensano
la fanno facile

e così via di allegria in allegria

ho ballato swing
bevuto vino
parlato d’arte
sono stato galante
e me ne torno a casa
come non avessi una casa

e così via di allegria in allegria

piango al monitor
con un’amica che scrive
e una canzone di Ferrè

Ah, la solitudine!

Ventidue

5 novembre 2014 § Lascia un commento

Originally posted on danielecasolino:

Mamanonmamamamanonmama…. il petalo paro porta la verità, porta l’accettazione, il disparo porta l’illusione di un sorriso e un battito in più, una controsistole illogica e irregolare a regalare il sorriso di un’illusione. Questo è il settimo negozio di cinesi che depredo nell’ultimo mese, compro sempre il solito mazzo di gerbere in tessuto rosa confetto, quelle con lo stelo in fil di ferro. Le compro cambiando negozio ogni volta sperando che l’impossibile accada. Sono gerbere fabbricate in Cina tutte dalla stessa azienda, dalle stesse mani incallite delle stesse schiave curve. Hanno tutte sempre ventidue petali rosa confetto. Perfette come solo le imitazioni cinesi di fiori finti italiani sanno essere. Ventidue petali e dopo undici ritornelli l’ultimo è sempre quello della verità e dell’accettazione. Non m’ama. Non si può sbagliare. È matematico. Ed è per questo che io mi ostino a trovare l’errore, il caso che contraddice confermando la regola. Compro fiori…

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ogni tanto

4 novembre 2014 § Lascia un commento

ogni tanto la notte scoppio
e ogni tanto è quasi sempre
e quasi sempre non lascia spazio
al quasi mai

ogni tanto la notte piango
e ogni lacrima
sono tutte le lacrime della notte
e ogni notte è tutta la vita

ogni tanto, ogni tanto urlo
e soffoco il mio urlo per non svegliarti
per non svegliare il cane del vicino
per non svegliare me
e soffoco nel cuscino la mia voce

nessuno mi ha sentito
posso dormire tranquillo
fino a domani

Lista di cose da fare prima di liberarsi

2 novembre 2014 § Lascia un commento

Scrivere un romanzo

Smettere di bere

Scrivere ogni cosa su te
Ci sia ancora bisogno di scrivere
Prima che diventi pensiero

Cambiare casa

Scrivere ventisettemila volte il tuo nome
Leggendolo ad alta voce
Fino a non avere più voce
Per far si che non sia più urlo

Prendere la bicicletta più spesso

Scrivere tutte le lettere che non ti ho spedito
E spedirle a un indirizzo sbagliato
Senza francobollo e senza mittente
Che nessuna di quelle lettere mi possa ritrovare

Mettermi a dieta ma con gusto, per stare bene non per dimagrire

Scrivere ogni lenzuolo avanzato col vino avanzato col sugo avanzato
Il sangue avanzato e darlo in pasto ai porci
che non abbia più un letto in cui sospirarti
Ma uno candido e profumato di nuovo
In cui finalmente riposare

Riposare

Riposare

Scrivere

Riposare
Fino a quando non avrò più bisogno

Di scrivere

Nè nulla da cui riposare

Lazzaro

25 ottobre 2014 § Lascia un commento

Ci sono mattine in cui la vita ti scaccia dal letto mordendoti i polpacci. Tu non sai ancora perché, ma ti alzi e ti fidi. Ci sono mattine in cui sai che tutto sta per cambiare anche se non cambierà niente nel mondo, solo un piccolo fondamentale pezzo di io. Ci sono mattine che sanno di giorno nuovo e cuore fresco, sei più giovane di 145 anni e hai più esperienza di quando moristi. Ci sono mattine in cui i polpacci sono muscoli del cuore e tu ti alzi e cammini.

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